Mutui : nuovi aiuti dal fondo di solidarietà
Nonostante si comincino ad intravedere i primi, timidi segnali di ripresa dell’economia, le famiglie italiane sono ancora alla prese con mille difficoltà per riuscire a superare le varie spese mensili. Fra queste una delle voci più cospicue è, senza dubbio, la rata del mutuo della casa, che sottrae mensilmente una parte di denaro importante ai già di per sé provati nuclei familiari. Per questo motivo, oltre alla moratoria pubblica messa in atto dall’Abi (di cui abbiamo parlato in precedenza), anche il Ministero del Tesoro renderà operativo a partire dal 2 settembre il fondo di solidarietà per i mutui prima casa previsto dalla finanziaria 2008. Nel sito del Dipartimento del Tesoro si legge, infatti, che nella Gazzetta Ufficiale n.192 del 18 agosto 2010 è stato pubblicato il Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze n.132, emanato il 21 giugno 2010, concernente il Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto per la prima casa. Stiamo parlando di un fondo da 20 milioni di euro di cui, secondo le iniziali stime, usufruiranno 5000 nuclei familiari, con temporanea sospensione delle rate del mutuo per 18 mesi. A ogni famiglia verranno destinati in media 4 mila euro. Durante questo periodo sarà lo Stato stesso, per mezzo dei Fondo, a pagare alle banche un tasso di interesse pari al solo parametro di riferimento (Euribor per i mutui a tasso variabile e Eurirs per i mutui a tasso fisso).
Quali sono le caratteristiche per poter accedere al Fondo e come è possibile presentare la domanda?
Sfogliando il Decreto ministeriale si legge che hanno diritto e, quindi, possono presentare domanda di sospensione temporanea delle rate chi abbia in corso un mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale (quella, cioè, in cui si abbia la residenza), per un massimo di 250 mila euro, stipulato da oltre un anno e con un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 30 mila euro. L’ammissione al beneficio è, inoltre, accettabile se il richiedente rispetti una delle seguenti condizioni:
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perdita del posto di lavoro da almeno 3 mesi;
- morte o invalidità per uno dei componenti del nucleo familiare, purché questi apportasse almeno il 30% delle entrate familiari;
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pagamento di spese mediche / assistenza domiciliare / ristrutturazione dell’immobile per almeno 5 mila euro l’anno;
- aumento della rata del mutuo a tasso variabile del 20% della rata mensile rispetto a quella precedente; la quota sale al 25% se riferita alle rate semestrali.
Il beneficiario dovrà presentare domanda di sospensione alla banca presso la quale e’ in corso di ammortamento il relativo mutuo, secondo il modello che dovrebbe essere disponibile sul sitodel dipartimento del Tesoro, al link www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa.
Mutuo sospeso per 24 mila famiglie italiane in difficoltà
Proprio ieri, tramite un comunicato stampa, sono stati resi noti i primi dati circa l’adesione delle famiglie italiane al progetto “Piano Famiglie”, accordo siglato il 18 dicembre dello scorso anno da parte dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e delle associazioni dei consumatori. Tale progetto prevede la sospensione del rimborso dei mutui per almeno 12 mesi per le famiglie che nel 2009 e nel 2010 hanno subito (o subiranno) eventi come, ad esempio, la morte del sottoscrittore del mutuo, la perdita dell'occupazione, l'insorgenza di condizioni di non autosufficienza o l'ingresso in cassa integrazione.
Come preannunciato, l’Abi ha monitorato, durante questi primi mesi, con particolare attenzione, tutti i dati relativi all’adesione al Piano Famiglie ed ora, con un comunicato stampa, li ha diffusi. È risultato che tra febbraio e giugno 2010, le banche hanno sospeso mutui per 3.2 miliardi di euro a ben 24 mila famiglie. Il dato può essere letto in una doppia chiave: è vero, infatti, come afferma il presidente dall’associazione, che numeri così elevati dimostrano che lo strumento realizzato stia funzionando ma, allo stesso tempo, ci pone di fronte alle effettive difficoltà che le famiglie italiane stanno incontrando durante questi duri anni di crisi. Il piano, infatti, rappresenta uno strumento immediato di aiuto per le famiglie in difficoltà, per chi, cioé, ha perso il lavoro o si è visto prosciugare il salario dalla cassa integrazione. Le famiglie che vi hanno aderito avranno a disposizione un guadagno medio nell’anno corrente pari a 6800 euro, di certo una bella boccata d’aria ma forse una soluzione non ancora sufficiente per chi da pochi mesi ha perso il lavoro o si trovi in condizione di cassa integrazione.
Le domande di adesione al Piano, che possono essere ancora presentate fino al 31 gennaio 2011, devono rispettare delle condizioni ben precise:
- le famiglie devono possedere un reddito imponibile non superiore a 40.000 euro annui, e, come già anticipato, devono aver subito subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione);
- la sospensione deve essere di almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi;
- i mutui devono essere di importo non superiore a 150.000 euro, accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale.
Queste sono le caratteristiche minime alla quali le banche possono aderire, ferma restando la piena libertà di ciascun istituto di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo. Dal momento della richiesta scatteranno, poi, i tempi tecnici per la verifica del diritto a ricevere la sospensione, che sarà attivata entro 45 giorni lavorativi dall'accoglimento della domanda. La banca dovrà comunicare l'eventuale diniego entro 15 giorni lavorativi dalla presentazione del modulo.
La domanda di mutui cala nel primo semestre 2010
La percentuale di richiesta di mutui può essere utilizzata come ottimo metro di giudizio per valutare la situazione economica in cui versano le famiglie italiane. È vero, infatti, che l’acquisto di un’abitazione è un momento importante e delicato per il fragile bilancio familiare e che l’andamento delle richieste di un finanziamento di tale portata possa fungere come una cartina al tornasole per mettere in luce la situazione economica in cui versa il Paese. In questo contesto particolarmente interessanti risultano gli ultimi dati relativi alle richieste dei mutui nel primo semestre 2010, resi noti dalla CRIF, società leader a livello europeo nello sviluppo e nella gestione di sistemi di informazioni creditizie.
Da tale relazione si evince, infatti che il volume di richieste complessive di mutui da parte delle famiglie italiane nel primo semestre del 2010 è diminuito del 2% rispetto allo stesso periodo del 2009. Questo dato diventa ancora più significativo se confrontato con quello del biennio precedente: tra il 2008 e il 2009, infatti, si era assistito ad una crescita della domanda di mutui pari al 4%. Probabilmente quest’ultimo dato aveva fatto pensare ad una ripresa e ad una probabile uscita dalla crisi mondiale che attanaglia anche il nostro Paese; il dato di questo primo semestre ridimensiona le precedenti speranze e ci riporta alla effettiva realtà. È evidente, infatti, che il calo della domanda di finanziamenti da parte degli italiani sia strettamente legato alla crisi economica e, in particolare per i mutui, le richieste sono tornate indietro fino ai livelli registrati nel primo semestre del 2007.
Entando più nello specifico dei dati CRIF emerge che, per quanto riguarda la domanda di mutui, il ricorso surroghe e rinegoziazioni mutuo rappresenta ormai un fenomeno consolidato in questo periodo di crisi. L'incidenza nel 2010 è risultata inferiore rispetto allo stesso periodo del 2009 ma nella prima metà dell’anno la percentuale delle sostituzioni ha raggiunto il 13,8% del totale, contro una media del 24% per tutti i mesi del 2009. Non bisogna però farsi prendere dallo sconforto dopo aver analizzato tali dati: la prudenza nel richiedere nuovi crediti da parte della famiglie italiane significa anche che siamo di fronte ad una società non spregiudicata, che riesce, cioè, a valutare e a ponderare il momento migliore per pianificare le proprie spese, anche importanti come un mutuo. La scelta di un mutuo, infatti, va ponderata al meglio ed è importante che gli utenti, prima di stipularne uno, effettuino un confronto in modo completo tra tutte le possibili proposte. È consigliabile, ad esempio, ricorrere ai numerosi siti specializzati presenti in rete che permettono di effettuare gratuitamente una comparazione personalizzata tra le numerose proposte di mutui online, con un solo e semplice click.