Mutui a tasso misto
In fatto di mutui, si tende sempre a parlare di due grandi tipologie di mutuo: mutuo a tasso variabile e
mutuo a tasso fisso
In realtà però esiste una terza tipologia poco sfruttata dai consumatori, il mutuo
a tasso misto.
Il mutuo a tasso misto consente all'utente di passare da una rata costante
ad una variabile e viceversa, durante tutta la vita del contratto. Si tratta di
una tipologia di mutuo poco pubblicizzata dalle banche italiane ma che, se utilizzata
in modo accorto, può portare vantaggi economici ai mutuatari. Il mutuo a tasso misto
è inizialmente più oneroso dei mutui a tasso variabile, ma consente di svincolarsi
da una condizione ritenuta non più favorevole. Con il mutuo a tasso misto la persona
ha, infatti, la possibilità di modificare la misura iniziale degli interessi nel
corso della durata del mutuo, ad esempio sulla base delle aspettative circa l'andamento
del costo del denaro. In tal modo l'utente può gestire in modo attivo il rischio
di tasso, contenendo gli effetti dei rialzi in caso di tasso variabile e di ribassi
in caso di tasso fisso.
Ciò significa che, ricorrendo a un mutuo a tasso misto, si può scegliere, in base
alle aspettative sull'andamento del costo del denaro, il tasso fisso o quello variabile
cercando così di contenere l'aumento delle rate quando i tassi di interesse tendono
a salire. Periodicamente, dunque, (di norma ogni 2, 3 o 5 anni) o una volta soltanto,
il mutuatario ha la facoltà di mantenere il tipo di tasso oppure di cambiarlo.
La formula mista, associando i vantaggi e gli svantaggi dei mutui a tasso fisso
e a tasso variabile, esige che venga seguito costantemente e con attenzione l'andamento
del mercato finanziario e dei tassi. Per questo motivo il tasso misto è consigliabile
a chi ha una certa dimestichezza con l'andamento dell'economia e riesce a guadagnare
nel passare da una all'altra tipologia, anticipando l'andamento del mercato.
Si tratta di un mutuo molto spesso utilizzato da quelle aziende che intendono riservarsi
la possibilità di cambiare, durante il periodo di ammortamento del mutuo, la modalità
di applicazione dei tassi, passando da un tasso fisso a uno variabile, o viceversa
È importante, infine, ricordare che la facoltà di passare da una rata costante ad
una variabile non è priva di costi aggiuntivi da riconoscere alla banca, i quali
non sempre sono facilmente individuabili in quanto spesso impliciti nel tasso di
interesse applicato
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